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Maria Rosina Girotti traduce Gian Primo Brugnoli

Da

Le strade della memoria/The Streets Of Memories

 e

 L’amore svia/Love Leads Astray

 

 

 

Le strade della memoria

Sono nato il 2 di settembre in via Ariosto 3

e in via Ariosto 3 ho conosciuto gli alberi

la prima ragazza la prima estate e il primo

odore di morte espresso in una ferita al cuore

 

La strada era polverosa discreta silenziosa

giocavo col sole e le foglie e la vita e l’amore

che non conoscevo ancora e sono stato felice

Ma poi sono cresciuto e ho curiosato intorno

 

e intorno ho visto viale Dante e via Petrarca

via Boccaccio e via Tasso e via via tutte le altre

strade ugualmente polverose e strane

 

E poi sono cresciuto ancora e di tutte quelle strade

ho fatto l’elenco con quelle amiche e quelle nemiche

le ho messe in ordine alfabetico anagrammate fiutate

per portarmele dietro nella sera quando il sonno calava

 

Ma solo ora ho scoperto la loro calma la loro storia

e sui libri oscure parole nate insieme alle foglie

alla ragazza alla polvere di quando rotolavamo a terra

per tirarci le orecchie e dirci ti amo senza sapere come

 

 

The Streets of Memories

I was born at No 3 via Ariosto on 2 September

and at No 3 via Ariosto I met my first trees                        

my first girl my first summer and my first

smell of death in a stab of heartache                                      

 

The street was dusty, discreet and silent                                           

I used to play with the sun and the leaves; life and love

Were still unknowns and I was happy

But then I grew up and wandered around

 

and around I found viale Dante and via Petrarca

via Boccaccio and via Tasso and one by one all the other

streets all equally dusty and strange

 

And then I grew up some more and I made a list

of all those streets, the friendly ones, the unfriendly ones

put them in alphabetical order made anagrams sniffed at them 

so I could take them home with me at night when sleep fell

 

But only now I have discovered their calm their stories

and obscure words in books, words born with the leaves

the girl the dust of when we used to roll on the ground

pulling each other’s ears and saying I love you without knowing how

 

 

 

 

L’amore svia

Ascolta quel che ti dico    l’amore svia

ma se questo manca tutto il resto manca

e poi la ruota nel fossato disarticolata cade

e la mano nella mano sconsolata cede

 

Donami il meglio di te che si nasconde

così il meglio di te che invece appare

 

La favola è presto detta riascoltarla è fare

opera di cultura onesta per cui l’onda

che ora si frange presto ricompare

 


Love Leads Astray

Listen to what I’m telling you    love leads you astray

but if it’s not there then none of the rest is there 

and then the wheel falls apart and ends up in the ditch

and one downcast hand gives up and slips into another

 

Give me the best of yourself, the part that hides

And the best of yourself, the part that lets itself be seen

 

The tale is quickly told listening to it again

Takes honest work, that’s why the wave

that is breaking now will soon reappear.



Autunno

Quando in autunno le foglie il ramo dell’albero dolcemente lasciano e il sole solerte accorre inondando quelle di luce e calore come fosse oro

Quando nel cielo presto la luna appare rossa di vergogna per tutte le parole che gli amanti tra loro

si scambiano impudiche

Quando la terra silente nel parco una panchina offre come ristoro di qualche istante

agli affanni che l’ora impone

Quando tutto questo accade io viandante casuale

a questa panchina il dono di una mia presenza concedo

inattuale

E allora

 

Come fosse oro il mattino

il pensiero del mattino

Come fosse oro il giorno

l’ardore del giorno

Come fosse oro il tramonto

la luce d’oro del tramonto

Come fosse meraviglia la meraviglia delle cose che accadono naturalmente

Come fosse alimento quello che corpo a corpo trasmette dolce tepore

Come fosse fantasia ogni fantasia di labbra a labbra sussurro

Come fosse dono del cielo ogni apparizione che proprio qui accanto avviene

 

io ti accolgo proprio qui vicino a me sulle mie mani sul mio cuore sul mio palpitante desiderio di mondo

e allora accetto l’autunno che morde

l’inverno che attende

gli anni che non contano

i secoli che verranno

Accetto

che di una vita o di un istante

sia figura

d’anima o corpo

misura

vero o solo immaginato

bacio

qui su questa panchina

col vento d’autunno appena accennato come una carezza

appena velato come un saputo ricamo

accolgo

E poi solo dopo un istante dopo

non proprio per superbia o per vanto

non proprio per desiderio o volontà

non proprio per vacanza di pensiero o di modo

ma proprio per sacro appagamento

qui su questa panchina

l’onesto richiamo di una lunga permanenza accolgo

col suo ovvio sbocco

Come dire

                                         finire

 

 

Autumn

When in autumn the leaves sweetly abandon the branch of the tree and the industrious sun rushes flooding them with light and warmth as if it were gold;

When high in the sky the moon appears early red with shame for all the indecent words

lovers exchange;

When the silent earth in the park offers a bench for 

a moment’s relief

from the worries that the time claims;

When all that happens, I, a chance wayfarer,

To this bench the gift of my presence I grant

My outdated presence.

And then

 

As if the morning were gold,        

the thought of the morning;       

As if the day were gold,              

the ardour of the day;                                          

As if the sunset were gold,                                 

the golden light of the sunset;                            

As if it were a marvel the marvel of things naturally occurring;

As if it were nourishment what is transmitted from body to body – sweet warmth;

As if it were fantasy every fantasy from lip to lip – a whisper;

As if it were a gift from heaven every apparition that occurs right here,

 

I greet you here close by me, on my hands, on my heart, on my throbbing desire for the world

and then I accept the autumn that bites,

the winter in waiting,

the years that do not count

the centuries to come.

I accept       

what of a life or a moment

is a figure,

what of a soul or a body

is a measure,

a real or just an imagined                     

kiss,

here on this bench

with the autumn wind barely perceptible like a caress,

scarcely veiled like skilful embroidery

I greet.

And then after only a moment after

not just out of pride or boastfulness;

not just out of desire or will;

not just out of vacancy of thought or manner,

but just for sacred contentment

here on this bench

the honest call for a long stay I greet

with its obvious flowing.

As if to say

                                                     to end

 

Dammi la tua mano

Dammi la tua mano

una carezza mi farò

con quella

 

Una volta non curavo

la fisica delle cose

che si muovono

senza ragione

 

A venirmi sul viso

erano cinque dita

 

Sparse

 

 

Give Me Your Hand

Give me your hand

I will caress myself

With it

 

Once I did not care about

The physics of the things

That stir

Without reason

 

Coming on my face

Were five fingers

 

Scattered

 


Doppio gusto

Uno stendardo di sangue

uno stilo di dovere

io e te

uniti e perduti

da qualche parte dimentichi

La contrada del desiderio

è la contrada del pudore deluso

il volere una cosa e pure l’altra

Con una mano si sconcerta l’attimo

con l’altra si toglie

alla bocca

il saluto

 

 

Double Taste

A banner of blood

a stylus of duty

you and me

united and lost

forgetful somewhere

The country of desire          

is the country of disappointed modesty

wanting one thing and the other too

With one hand you disrupt the moment

with the other you prevent

your mouth

from saying hello

 

 

Fascino

Dovendo subire io subisco

ma poi mi distendo e compongo diademi di favole

suono il flauto e l’armonica

godo delle tue simpatiche bubbole

dignitose

la corolla auspico della dimenticanza

e in te che hai il sorriso mi perdo

dispiaciuto di sole

 


Fascination

As I have to suffer I suffer                            

but then I relax and create fairytale diadems

play the flute and the harmonica

enjoy your amusing fibs

so dignified

wish for the corolla of oblivion 

and lose myself in you and in your smile 

sorry about the sun            

 


I tuoi piedi

I tuoi piedi sono giudiziosi,

lasciali venire a me.

Sanno muoversi in giardino tra petunie e viole

e anche tra rose bianche e calle meravigliose.

Faranno sicura mostra di sé.

 

Le tue braccia sono giudiziose,

lasciale venire a me.

Sanno muoversi in danza tra stanze e cose

disegnando arabeschi d’intenzioni e volute di abbracci.

Abbracceranno con grazia.

 

Le tue mani sono giudiziose,

lasciale venire a me.

Sanno rammendare desideri e coltivare amicizie,

cogliere mele dall’albero e mettere a tavola l’accoglienza.

Lavoreranno con destrezza.

 

La tua bocca è giudiziosa,

lasciala venire a me.

Sa aggiungere alla sorpresa vocali e parole

esaltanti.

Darà disposizioni e annunci.

 

Le tue labbra sono giudiziose,

lasciale venire a me.

Sanno rimanere chiuse ma anche offrire

dischiuse note lievi d’incanto. 

Mostreranno il talento.

 

Tutto il tuo corpo è giudizioso,

lascialo venire a me.

Sa essere giovane e impudico

nudo e impossibile.

Gli darò motore d’amore e compenso di stelle.

 

Ogni parte di te é giudiziosa e giudizioso è il tutto,

lascialo venire a me.

 

 

Your Feet

Your feet are sensible,

let them come to me.

They know how to move in the garden

among petunias and violets

white roses and marvellous lilies.

They will certainly make a fine show.

 

Your arms are sensible,

let them come to me.

They know how to move in the dance

among rooms and things

drawing arabesques of intentions

and spirals of embraces.

They will embrace with grace.

 

Your hands are sensible,

let them come to me.

They know how to mend wishes and cultivate friendships

pick apples from trees and serve a warm welcome at table.

They will work with dexterity.

 

Your mouth is sensible,

let it come to me.

It knows how to add to surprise vowels and words

As enhancements

It will give instructions and make announcements.

 

Your lips are sensible,

let them come to me.

They know how to stay closed but also breathe

when parted light enchanting notes.      

Talent they will demonstrate.

 

Your whole body is sensible,

let it come to me.

It knows how to be young and unashamed

Naked and impossible.

I will give it love as an engine and stars as a reward.

 

Every part of you is sensible and sensible the whole,      

let it come to me.                                                                

 


L’orario

Che fai – amore – studi la partita?

L’orario degli autobus?

Quello ferroviario

degli aerei

e pure quello delle navi?

Che fai amore

studi tutto il creato delle partenze

per venire da me?

Studi le partenze?

 

Non c’è bisogno d’alcuno studio

sappilo

Io sono qui

ad aspettarti

 

La via la conosci

l’orario pure

Troverai il portone in strada

e anche la via delle scale

e pure la porta troverai

aperta

Dove io sarò – amore –

ad aspettarti

con l’orario in mano

dei tuoi arrivi

delle mie partenze

delle tue partenze

Facciamo in modo

che la partenza non sia la tua

e neppure la mia

Insieme – amore mio –

insieme

E là dove saremo

staremo bene

insieme

e allegri bruceremo

dell’universo mondo

della lontana terra

sì  bruceremo

insieme

 

tutti gli orari

 

Timetable

What are you doing, love? Studying the game?

The bus timetable?

The train timetable?

The flight timetable?

The sailing timetable even?

What are you doing, love?

Are you studying the whole world of departures

so you can come to me?                                                          

You are studying departures, aren’t you?

 

There is no need to study anything                      

so now you know.

I’m here

waiting for you.

 

You know the way

the timetable, too.

You’ll find the street number

and the way to the stairs

and the door you’ll find it too,

open.

Where I’ll be – love –

waiting for you,

holding the timetable

of your arrivals

my departures

your departures.

Let’s make it so that

the departure is neither yours

nor mine.

Together, my love

together.

 

And wherever we are

we’ll be fine

together

and happily we’ll burn

of the whole universe

of the distant land

yes, together

we’ll burn

 

all the timetables.




Nella notte

Nella notte lui le teneva la mano,

nella notte più profonda lui le teneva la mano

leggera

e pensava

mano, mio gioiello

mio tesoro concupito

carezza, saluto, culla delle mie partenze

sorella delle mie ambasce

stai con me

leggera

carezza, gioiello di passione

bacio dilazionato

opzione di tenerezze

sguardo di certezze

nella notte più profonda

stai con me

leggera,

viaggia con me,

trasportami a quell’altra mano

a quell’altro culmine di compassione

e suonami il gong del gioco definito

o del tutto finito

rien ne va plus       

 

ma leggera

leggera

mano mia

nella notte

leggera

 

stai con me

 

 

In The Night

In the night he held her hand,

in the dead of night he held her hand

a light hand

and he thought

hand, my jewel

my longed-for treasure

caress, greeting, cradle of my departures

sister of my anguish

stay with me

light

caress, jewel of passion

deferred kiss

option of tenderness

gaze of assurance

in the dead of night

stay with me

light,

travel with me,

take me to that other hand

that other height of compassion

strike the gong that tells me game over

or it is all over

rien ne va plus

 

but my light

light

hand

in the light

night

 

stay with me

 

 

Neve

Come l’aria rarefatta

di allora il sole chiaro

e il silenzio arrotondato,

la certezza di vivere

sul ramo coricato,

la goccia dalla gronda

e il silenzio

giù a tempo

allungato.

Come allora il sole

la chiarità e l’abuso

del fiato sospeso,

lento e ripreso

involato nel cielo

l’azzurro e in terra

il campo sotto la neve.

A un dito il campanile

la punta a un uccello

o a un’ala d’aereo,

lassù gloriosa s’apre

l’eternità.

 

 

Snow

Like the rarefied air

of then the clear sun

and the rounded off silence,

the sureness of living

on a flattened branch,

the drop falling from the eaves

and the silence

down for an

extended time.

Like the sun then

the clarity and abuse

of bated breath,

slow and drawn back

soaring into the sky

the blue and on earth

the field beneath the snow.

By a hair’s breath the bell-tower

its pinnacle by a bird   

or an aeroplane wing,

up there eternity opens

glorious.

 

 

 

OH YES BIRTH COPULATION AND DEATH     (Da un passo di T.S.Eliot)

 Oh yes birth copulation and death

diccelo tu amore

come qualmente la cosa si dipana

come si fonde l’attimo col mattino

come si fila l’ora e pure il giorno

diccelo pure tu morte

che amore non declini se non per

casi memorabili dovuti al fasto

di natura toccata dal sublime

e tu nascita dacci il tempo

un tempo dissacrato un tempo infame

dove la morte che proviene dall’uomo

non ritorni all’uomo sfatto di detriti

per cuore guasto e ventre tronfio

 

sì sì assento

vita presento vita consento

vita che si fa pianura e altura e mare e lago

pianura su cui corrono favole

si azzannano inquietudini

si liberano fronde e un’epopea intera

sì sì tutto questo

detto con simpatia e a onore del vero

come quando in un mattino si trova l’algoritmo

di una sinfonia del male che si veste in grande

dopotutto sarà per una volta sola

qui non si replica perché da sempre

fu stabilito così come volevasi

i monti una sola volta monti

il mare una sola volta mare

il pianto una sola volta pianto

commedia e tragedia fatte così

una volta sola come volevasi

 

 

Oh yes birth copulation and death

natura e cultura su cui l’onfalo

di un vagito abbandona il respiro

palpitante

singolarità che si fa universo

fonte d’amore

poi buco nero

e nera è la lingua che s’arrota parlando

e più non dice

 

 

OH YES BIRTH COPULATION AND DEATH  

 (from a line by T.S.Eliot)


Oh yes birth copulation and death

Love, tell us

how things unravel just like that

how the moment melts into the morning

how the hour goes by, the day too

tell us, death, you too

that you do not decline love except in

memorable cases owing to the splendour

of nature touched by the sublime

and you, birth, give us time

a time profaned, an infamous time

where death that comes from man

does not return to man unmade of debris

from a rotten heart and swollen belly

 

yes yes  I accept it

I present life I permit life

life that becomes plain and height and sea and lake

plain on which stories flow    

worries tear at each other

and revolt and epic deeds break free

 

yes yes all that

said nicely and truthfully

as when one morning you find the algorithm

of an evil symphony dressing up to the nines

after all it will only be for once

no repeat performances here because

it has always been just as they wanted

the mountains mountains only once

the sea the sea only once

tears tears only once

comedy and tragedy made like this

only once just as they wanted it

 

Oh yes birth copulation and death

nature and culture on which the omphalos

of a wail stops breathing

palpitating

singularity that becomes the universe

source of love

then black hole

and black is the tongue that rolls up when speaking

and says no more

 

 

Quando vieni e quando verrai

Quando vieni e quando verrai sono la stessa cosa.

 

Dolcemente vieni e mi porti un fiore:

una calendula, un anemone, un’orchidea, un fiore di campo.

Quando vieni cosa mi porti?

Le giunchiglie e le tue gambe lunghe o un sorriso cosparso di buone intenzioni?

 

Quando vieni, porta l’armonica c’è bisogno di armonia tra le filiere delle intenzioni;

c’è bisogno di un tocco di fantasia in più tra i cocci di bottiglia della vita, quando vieni.

Quando vieni, ritaglia il sole dal cielo servirà a rischiarare le inquietudini;

ritaglia la luna dal cielo, servirà a sognare ancora una volta appena il sole è calato.

Quando vieni, porta anche il tuo beauty case dovrai restaurare il mio viso,

così segnato dalle intemperie, così sofisticato nell’abbandono, così buono a nulla certe volte.

Quando vieni, hai l’arpa birmana tra le dita lunghe affusolate su cui potrai comporre sognanti

armonie con vibrazioni di cielo e velate attese molto più terra terra.

Quando vieni, porta il tuo pane e il tuo pendolo, la tua rassicurazione e il tuo modo.

Col pane potrai fare briciole per tornare indietro come Pollicino senza smarrirti;

col pendolo potrai decidere che fare ad ogni mala intenzione od intrusione altrui.

La tua rassicurazione poi servirà a far sorgere il plenilunio delle mie sorprese,

e il tuo modo potrà trasformarsi in un battibaleno nel mio mondo di favole.

 

Quando vieni e quando verrai sono la stessa cosa.

 

Qui crescono tutti i fiori:

la calendula, l’anemone, il fiore di campo, la margherita e la gerbera.

Ma tu potrai offrire dolcemente, come sei venuta dolcemente,

potrai offrire la tua orchidea, dolcemente.

E la pioggia ancora una volta verrà dal cielo

per farla splendere in tutte le sue gale.

Ora l’inverno s’apre davvero alla primavera.

 

Quando vieni e quando verrai sono la stessa cosa,

portami il tuo fiore.

  


When You Come And When You Will Come

 

When you come and when you will come are the same thing.

 

Gently you come bringing me a flower:

a calendula, an anemone, an orchid, a wild flower.

When you come, what will you bring me?

Jonquils and your long legs, or a smile strewn with good

intentions?

 

When you come, bring the harmonica:  we’ll need harmony among the threads of our intentions;

we’ll need a touch of extra fantasy among the broken pieces of the bottle of life, when you come.

When you come, cut the sun out from the sky: we’ll use it to lighten our worries;

cut the moon out from the sky, we’ll use it to dream again once the sun has gone down.

When you come, bring your beauty case too: you’ll have to rebuild my face,

so marked by bad weather, so sophisticated in its neglect, sometimes good for nothing at all.

When you come, between your long tapering fingers you’ll have your Burmese harp on which you can make up dreaming harmonies with celestial vibrations and veiled much more down-to earth expectations.

When you come, bring your bread and your pendulum, your reassurance and your way.

With the bread you’ll be able to leave a trail of crumbs like Hansel so you can find your way back without getting lost;

with your pendulum you’ll be able to decide what to do with every bad intention or intrusion by someone else.

 

Then with your reassurance you’ll be able to raise the full moon of my surprises,

and your way will turn in a flash into my fairytale world.

 

 

When you come and when you will come are the same thing.

 

All flowers grow here:

calendulas, anemones, wild flowers, daisies, gerbera.

But you’ll be able to offer gently, as gently as you came,

you’ll be able to offer your orchid, gently.

And the rain will fall from the sky once more

to make it shine in all its frills.

Now winter really opens into spring.

 

When you come and when you will come are the same thing,

bring me your flower.

 

 

Tra due fuochi

Dunque nessun tempo ci sopravviverà

né quello che al movimento dei corpi

celesti affida rapporto e misura

né quello che da piaceri e dolori

viene in cura e sentimento

 

Dentro di noi aggruma sorte

a nostra salute imperfetta

d’esserci per due fuochi

fine del mondo e sua creazione

in me o in te il gioco

dei due corpi senza misura

in me senza misura

ciò che il tuo sorriso allieta

 

 

Between Two Fires

So no time will survive us

neither that which to the movement of celestial

bodies imparts connection and measure

nor that which from pleasure and pain

comes to caring and feeling

 

Inside us fate clots

to our imperfect health

from being here between two fires

the end of the world and its creation

in me or you measureless

the play of our two bodies

measureless in me

that which brightens your smile

 

 

URLAMI DOLCI PAROLE (da parte di lei)

Urlami dolci parole

tra i capelli

tra le dita

tra le labbra

tra le doppie labbra,

vento

sabbia

bocca

sesso.

Urlami dolci parole,

che siano fatte d’aria

di mare

di baci

di muco

d’incommestibile pane

d’inqualificabile anarchia

d’ignominioso conio.

Urlami dolci parole soffiate

velate

trapassate

succhiate

sognate.

Urlami dolci parole,

quelle dimenticate

quelle non più udite

quelle non più cercate sul vocabolario.

Urlami dolci parole

di fango

di mango

d’aurora

di cielo.

Urlami dolci parole,

pescate tra i rovi in campagna

quando toccava a me essere vento;

riprese tra la rena sulla spiaggia

quando toccava a me essere rena;

succhiate tra le labbra di una distesa di baci

quando toccava a me essere labbra e baci;

ripescate dalle doppie labbra

quando toccava a me essere altre profittevoli labbra;

quando volevo essere io intera canzone d’amore,

musica di letto e suono d’incenso antico.

Urlami dolci labbra,

dolce vento

dolce venire tra gli interstizi del cuore.

Urlami dolci serenate al plenilunio

e rosso fuoco di ciocco falò,

urlami dolci parole

e poi dolci parole

e poi dolci parole ancora

perché non c’è fine al sogno,

non c’è aura di morte alla speranza,

non c’è uscita decente al desiderio di nuvole.

Dopo c’è il vento

la sabbia

le labbra

le doppie labbra.

Dopo c’è la mancanza di tutto questo,

dopo, mio caro, c’è la mancanza.

Urlami dolci parole

che rimangano scolpite nell’aria

nell’acqua

nel ricordo

nel desiderio del ricordo.

Urlami dolci parole,

mio caro,

ora che il tempo è possibile.

Urlami

che ne sia invaghita

estasiata

inebriata

commossa

violentata.

Così a poco a poco,

solo così a poco a poco

mi abituerò a giacere

con le tue parole,

con quelle parole

con tutte le parole,

solo così a poco a poco

mi abituerò a vivere

con tutte le parole dolci

che il tuo corpo sa dire

e la tua anima sa offrire

così

 

              perdutamente.

 


CRY OUT TO ME SWEET WORDS (on her behalf)     

 Cry out to me sweet words

through my hair

between my fingers

between my lips

between my double lips,

wind

sand

mouth

sex.

Cry out to me sweet words,

be they of air

of sea

of kisses

of mucus

of uneatable bread

of despicable anarchy

of ignominious coinage.

Cry out to me sweet words blown

veiled

pierced

sucked

dreamt of.

Cry out to me sweet words

those long forgotten

those no longer heard

those no longer looked up in dictionaries.

Cry out to me sweet words

of mud

of mango

of dawn

of sky.

Cry out to me sweet words,

picked among brambles in the countryside

when it was my turn to be the wind;

picked up from the sand on the beach

when it was my turn to be the sand;

sucked from between the lips of a spread of kisses

when it was my turn to be lips and kisses;

retrieved from the double lips

when it was my turn to be other profitable lips;

when I wanted to be a complete love song myself,

music of the bed and the sound of ancient incense.

Cry out to me sweet lips,

sweet wind

sweet coming between the interstices of the heart.

Cry out sweet serenades for me by a full moon

a blazing fire of log fires,

cry out to me sweet words

and then sweet words

and again sweet words

because to dreaming there is no end,

about hoping there is no aura of death,

from the wish of clouds there is no decent way out.

Afterwards there is the wind

the sand

the lips

the double lips.

Afterwards all this will be missing, absent

afterwards, my darling, there will be only absence.   

 

Cry out to me sweet words

that will remain carved in the air

in the water

in memory

in the desire to remember.

Cry out to me sweet words,

my darling,

now that time is possible.

Cry out

I am infatuated

enraptured

inebriated

moved

raped.

So little by little,

just like that, little by little,

I’ll get used to lying

with your words,

with those words

with all the words,

only this way little by little

I’ll get used to living

with all the sweet words

your body can say

and your soul can offer

so   

      

                hopelessly

 



Vita e morte dell’uomo

L’uomo vive le sue stagioni come un cero e come un cero piange e lacrima,

finché si accomuna alla terra,

l’amato pianeta con cui trasvola per le vie del cielo

a perdersi tra astri multipli e splendide stelle.

 

La vita dell’uomo è umiliazione continua, paura dell’evento e angoscia del nulla e del vuoto,

mostro GUT,

ma il vuoto è il crogiolo delle possibilità e dove c’è possibilità c’è la concreta realtà dell’Essere.

L’Uno partecipa ai molti e i molti all’Uno,

lo stoppino cerca il fuoco e la fiamma arde, luce e  calore.

Nel cielo intanto le stelle rumoreggiano con i loro reattori a fusione nucleare

finché il carburante a idrogeno ed elio si consumi,

dopodiché la stella singola esploderà diventando gigante colorata e imploderà a nana

altrettanto colorata finendo ad essere, massa permettendo,

stella di neutroni e infine,

se è il caso,

buco nero.

 

L’uomo vive nell’universo le sue stagioni e agendo si moltiplica

nei molti universi che produce in copia ad ogni battito d’ali.

Vive e volteggia ma anche rumoreggia e scarica putridume,

nemico a nemico, ghigno a ghigno, ferocia a ferocia

per essere nulla di più di un fiore

di malvagità ma anche d’amore.

Di qui il riscatto, volta del cielo, auspice

cero in cattedrale, accesa speranza.

 

La vita dell’uomo ha velli d’agnello

pelli di pecora e muso di leone

ma poi si arrangia a vedere i sassi e l’erba

dalla parte della radice.

La terra consuma il tempo lo porta fuori

dai secondi gli taglia il passato il presente e il futuro

il tempo non passa come del resto non è mai passato

non trascorre come del resto non è mai trascorso.

L’uomo della terra agguanta il suo tempo

facendo finalmente le cose giuste dell’anima

potendo ne misura il lato l’area e il volume

ma poi lascia al numero il compito

di procurare dopo la virgola

cifre infinite qualsiasi.

 

Nell’universo sistemi galassie ammassi

miliardi di miliardi

sulla terra miliardi capaci di consumare

la possibilità.

 

L’uomo sulla terra come un cero piange e lacrima.

 

Stella e non putridume nelle vite diventare,

una dopo l’altra, universo dopo l’altro,

o in alternativa per le molte azioni                                                                                                                                                                     

perdere questa vita.  

 


Life And Death Of Man

 Man lives his seasons like a candle and like a candle he weeps and sheds his tears,

until he merges with the earth,                                                    

the beloved planet with which he flies across the paths of the heavens

to lose himself among the host of celestial bodies and splendid stars.

 

The life of man is constant humiliation, fear of the event and anguish at nothingness and emptiness,

GUT monster,  

but emptiness is the crucible of all possibility and where there is possibility there is the concrete reality of Being.

The One participates in the many and the many in the One,

the wick seeks the flame and the flame burns, giving light and heat.

Meanwhile in the sky the fusion reactors of the stars

rumble on 

until their fuel of  hydrogen and helium is all used up,

and then each single star will explode, becoming a coloured giant, and  implode becoming a dwarf,

just as coloured but ending by becoming, if its mass permits,

a neutron star and in the end,

as the case may be,

a black hole.

 

Man lives his seasons in the universe and as he acts proliferates

in the many universes he duplicates at every fluttering of his wings.

He lives and whirls but also roars and discharges putridity,

enemy to enemy, sneer to sneer, ferocity to ferocity

to be nothing more than a flower

of wickedness but also of love.

Hence redemption, the vault of heaven, auspice

candle in the cathedral, kindled hope.

 

The life of man has the fleeces of lambs

the skins of sheep and the muzzle of a lion

but even then he manages to see stones and grass

from the side of the root.

The earth consumes time and takes it out

cuts off from seconds past present and future

time does not pass as it never has passed

does not go by as it never has gone by.

The man of earth seizes his time

at last doing what is right by his soul

if he can measures its side area and volume

but then at the number just drops the task

of obtaining any infinite figures

after the decimal point.

 

In the universe systems galaxies masses

billions of billions

on the earth billions able to consume

possibility.

 

Man on earth weeps and sheds tears like a candle.

 

To become not putridity but a star in his lives,

one after the other, universe after universe,

or alternatively for his many acts

to lose this life.


Gian Primo Brugnoli

traduzione di Maria Rosina Girotti

Editing di Gray Sutherland

 

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