Italian Poetry

Eleonora Pinzuti, da Trasparenze – MYMEDUSA (inedito)

 

Da Trasparenze

MYMEDUSA

di Eleonora Pinzuti*

 

My Medusa

 

M’ hai fatto a lungo scudo al tuo mostrarti.

Io solo  specchio

del riflesso artato di te . Non altro. E ad arte.

Ma io, guerriera, e forse scaltra

ti guardavo trasparire

in tralice, piegavo il volto lento

(ch’altro non potevo). Leggevo a retro

i segni. Mi difendevo così, a stento

come un Perseo allievo:

sapevo che diretta agli occhi,

al crocchio dei sensi

ferivi sempre. Sfioravi la faretra

e mi facevi pietra.

 

§

 

sei già altro. lo eri anche allora

promessa di me (solo su carta straccia)

…indicavi col dito la patria lontana…

 

ma come a rovescio, come a regrét:

ero io la menina di Vélasquez

 guardavo allo specchio

e vedevo alla Picasso.

 

§

 

non posso pronunciarti, né farti emistichio.

Mi rimane il soffio dell’iconoclastia

il vederti in mente e

in tralice nella linea d’orizzonte

(col sorriso, lo schiocco della lingua, la piega del dito)

 

§

 

Masquerade

 

ti ho amata fatta forma

nei  singulti nelle fughe negli scatti:

ho mascherato tutto, da brava,

 

come bambina

la mascherina che a carnevale

copriva gli occhi.

Non hai riconosciuto neppure

la curva del mento

che diceva, strozzato,

(ma un tempo non euclideo,

già allora di feldspato)

“io non mento”

 

 

§

 

more Jaufré Rudel

 

Se anaforico, litania:

tu mi avessi amata..

Se ti avessi incontrata

altrove (ma dove?)

se il dardo

avesse sbattuto nell’angolo giusto della stanza

e a rimbalzo ti fosse caduto a fianco

(e raccolto si fosse fatto abbraccio)

se fosse uscito il numero buono,

la carta giusta

se il maltolto si fosse fatto laccio…

 

§

 

Raccolgo dal tuo paniere

le briciole che cadono

disperse subito

nemmeno il filo di bava della lumaca

(nemmeno il fazzoletto di

ai lati della strada)

a traccia della campana.

ho saltellato su te

– eri nei bianchi

sempre-

Il tempo liscia i neuroni

decadono e scompaiono

(ma è stato?)

se il foco dal fummo s’argomenta…

Fummo a iato.

col gioco finisce il chiedere o pensare.

passata fui,

innocua come filo interdentale.

 

§

 

 Ancora qualche giorno

prima che la crocchia

sudi e scotti.

E poi, che cosa farne mai?

la voglia di sentirti è sigaretta

che non s’inspira.

il telefono pacchetto di promesse.

 

§

 

Non leggo gli aruspici,

ma frasi mozze e scritture cuneiformi

dentro al petto.

Figurarsi che capisco di te.

solo il dato certo che ancora non inghiotto.

 

Come bambina la fiala di sciroppo

che si pensava sparisse

a furia di fissarla.

E di cui ancor oggi

sento il mandorlato in groppo.

 

§

 

Tu fossi cassaforte, o rebus, o gioco di pensiero

troverei la formula, giocherei con chiodi e chiavi inglesi.

Ti aprirei. ma dove risiedi, io non arrivo,né arriverò mai.

(questo aumenta il desiderio, e la scommessa)

 

Sarebbe diverso trovassi in rimessa un gioco nuovo.

Ma la facilità non m’interessa.

 

§

 

Eleonora Pinzuti (www.eleonorapinzuti.info ) è dottore di ricerca in Italianistica e attualmente collabora con la cattedra di Letteratura Italiana (Prof. D. Romei) all’Università di Firenze. Si occupa di gender studies e di teoria della letteratura e la sua produzione scientifica spazia da studi ecdotici fino alle recenti teorie sul gender e sulla ricezione. Narratrice, è presente nella miscellanea Beat beat hurrà (Firenze, CityLights, 2002), e ha pubblicato una raccolta di racconti (Terra, Firenze, Furetto, 2001). Come poeta è stata selezionata per l’antologia Nodo Sottile 3 (Milano, Crocetti, 2002, introduzione di Andrea Cortellessa), è presente nell’antologia edita da Zona L’apparecchio di Junior. Poeti contro la guerra (Firenze, Zona, 2002) ed è stata selezionata per XI Biennale dei Giovani Artisti dell’ Europa e del Mediterraneo con il poemetto Anepigrafo. Suoi testi sono apparsi in varie antologie e riviste e nel 2008 ha vinto il premio nazionale Arcilesbica di Bergamo. Nel 2009 si è è arrivata seconda al concorso Poesia di Strada XII (i testi sono in corso di stampa) e una sua micro-raccolta dal titolo Games of Society  si può leggere in Pro-testo Rimini, Fara Editore, 2009. Sta lavorando al suo primo libro di poesia.

 

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