Italian Poetry

Gianni Montieri, Futuro Semplice, LietoColle 2010

RISPARMI

Io sto al sud proporzionalmente
appartenenza più che somiglianza
porto tracce degli umori, la durezza
-certi sguardi-

(ci allenavamo a sognare
davanti alla chiesa di San Giovanni
certi che Dio non sarebbe passato
ma questo ci ha reso tenaci
indossiamo una pazienza
non concessa altrove)

se non fai attenzione
nei miei occhi non vedrai le briciole
di una purezza conservata a stento
sotto strati di maglioni a fibra mista

dicono che non ho l’accento
particolare privo d’importanza
le parole tronche, questo conta
sono tutti i miei risparmi

(all’una tornavamo a casa
l’appuntamento per la partita
il pomeriggio di nuovo urla, risate
altri sogni).

CEDERE AL SILENZIO

La neve è una rinuncianon entro nel merito del bianco
dell’ammantarsi lieve
degli occhi dietro i vetri

è cedere al silenzio.

La pioggia è indecisione
non variare scarpe, traiettorie
un finto rincuorarsi

faccio a meno di qualcosa
-aspetto-
un balenìo di pace dopo il punto.

GIUGLIANO,  104 METRI SUL LIVELLO DEL MARE

Avessimo avuto una collina

invece una campagna sterminata
accumulo di scorie, di abusi disumani
il nostro compito era stare attenti
alle mele, voltarle di tanto in tanto
affinché non si guastassero, marcissero

molti campanili, uno per ricorrenza
troppi santi, crepe nell’asfalto
lungo il corso principale
vecchie conoscenze: immobili

ho questi luoghi a far da conta
il tempo inesorabile, la cronaca
nessuna traccia, transito
nelle pagine di storia.

SOTTO IL 23° PARALLELO

Lungo i bordi del viaggio
risiedono il sogno e la distanza
il diritto di non appartenere
a un luogo, a un banco

chi vede fuori dagli occhi
sa che a ogni latitudine
esiste l’audacia di essere reali

nei solchi di molti paralleli
tracce del tuo passaggio
la tua generosità senza motivo.

ANDIRIVIENI

Di grazia nei gesti
di sfumature, polvere tolta
e tornata dopo appena un minuto
il coraggio che sta nel perdono
già basterebbe

la tenerezza di una mano
quando appena ti sfiora
-farne a meno-
tenersi un ricordo appeso a un chiodo
una voce sentita alla radio
che quasi in ombra canti
per fortuna o per altro.

PROMEMORIA

Imparassimo almeno dalle foglie
cadere nella stagione giusta
mantenendo un tono di decoro
la scelta del colore

non essere bandiere
vittime del vento
di prematuri cambi d’opinione

-chiedersi del volo-

fuori dallo stormo come l’aquila
o l’armonico motivo del migrare

davanti al mare
per una volta non accontentarsi.

ECONOMIA DOMESTICA

La vita in uno ha meno metri
spazi angusti e un ordine necessario
mobili irrisolti, già vissuti da altri

tre modelli di pentole:
tutte buone per lo stesso coperchio
a mantenere la cottura
la moka per tradizione

ci si organizza, si adatta il respiro
il battito regolato al  minimo
e si alza il volume dello stereo.

ABITUDINI

Non saranno più le scarpe fuori posto
un nome al suono della sveglia
fra qualche tempo sapremo dirci: è giusto
che abbiamo avuto tanto

io, io non lo so davvero
se saprò dare un senso
alle porzioni monodose, alla cottura crisp
addormentarmi voltato dal tuo lato
senza tremare, senza farci caso.

L’ASCESA

Precipito, rara acqua piovana
come foglia d’inizio autunno
prendo colore scivolando in basso

soprattutto non parlo
in questo volo radente
non pronuncio niente

è questo che ti sto spiegando
a ogni vuoto d’aria
stretta allo stomaco
ramo che spezzo col peso
racconto un pezzo di questa caduta.
La felicità è un abisso.


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