Arte visiva

E’ uscito il nr. IV della rivista “Ali” – Editoriale

Sommario

di Vittorio Zanotta

A seguito di certe riflessioni in carta e in web di Gian Ruggero Manzoni, nostro direttore, riguar­danti lo Stile, la Coerenza, un Codice, come lui cavallerescamente lo definisce, che si devono man­tenere in vita e in arte vita-arte componenti inscindibili), poi avendo preso visione di alcune lettere aperte qui editate e di quello che scrive Giuliano Ladolfì in chiusura del suo Per un nuovo umanesimo letterario (Interlinea, 2009), volume consigliatomi dallo stesso GRM, una sorta di interes­sante saggio di recente uscito in cui Ladolfì dice, tracciando la fiacchezza, la vacuità, la debolezza, oppure la tenuta e il talento anche di certi giovani poeti under 40: “Infine, al di sopra di ogni suc­cesso letterario, il vero /e anche artista – mi sento di aggiungere e dilatare – n.d.a.) deve mirare nella sua gerarchia di valori a un successo in termini umani: la vera partita non si gioca fra noi e il pubblico o tra noi e i critici, si gioca tra noi e noi e in questo campo non si può barare” non posso non condividere tali posizioni in un momento in cui molti ambiscono ad avere una propria visibi­lità individuale al fine di cibare la debordante vanità che li vive, spesso celata da facce dolenti; in un’epoca in cui molti mirano senza esclusione di colpi al lógo di una grossa casa editrice in fondo alla prima di copertina del loro libro o la firma di un.’autorevole’ critico in presentazione al loro ca­talogo; in un periodo in cui molti tentano di tutto per veder stampato il proprio nome sui giornali o per esporre in questo o quella galleria alla moda, nello spasmodico desiderio di porsi, spesso a scapito dell’amicizia, degli affetti, di un progetto comune, della stima costruita negli anni coi pro­pri “compagni di strada” o coi propri “maestri”, di quello che è stato donato loro senza chiedere nulla in cambio, tradendo, con grande disinvoltura, corteggiando chi conta o chi credono possa tor­nare utile loro, non disdegnando di abbassarsi a mentire quindi a perorare, a fìngere chissà quale pa­tema o malattia di vita o a miseramente mendicare, a piagnucolare, a battere e ribattere il chiodo con lettere, e-mail, telefonate, privi di ogni dignità intellettuale, politica, civile o, magari, in piena contraddizione esistenziale, accettando di pubblicare con le case editrici di Berlusconi (come Ei­naudi o Mondadori) seppure si dicano di sinistra o accessi antiberlusconiani, forse non sapendo che questo modo di essere in letteratura e in arte ormai è manifesto anche a chi non addetto ai la­vori, anche a chi semplice fruitore o a chi ancora crede che l’arte, la poesia, la pittura, la filosofìa, l’intelletto possano, forse romanticamente o per merito, per sacralità, per struggimento, mutare il corso di un’esistenza di certo grama, e questi ultimi sono i maggiormente presi in giro dai suddetti piccoli bugiardi, genuflessi e peroranti, sono i maggiormente truffati da chi si pone come agnello ma, nel profondo, è solo un piccolo arrivista e nulla più. Ebbene è vero, come dicono GRM e La­dolfì, e come altri hanno detto prima di loro, che è con noi stessi che dobbiamo fare i conti, è a noi stessi e ai nostri figli che dovremo rendere conto e a chi ci ama e a chi amiamo e a chi crede o ha cre­duto in noi; e non è retorico tutto questo, non è moralistico, è solo vita, vita vera, reale, concreta, spesso sanguinante. E che queste caricature di uomini e donne, che questi teatranti del tormento, poeti, scrittori, pensatori e artisti, non ci dicano che lo stanno facendo per un fine superiore, per una Fede, per il’Verbo o la Bellezza, per il Sapere, che in Italia già troppe menzogne abbiamo sentito in vita nostra, già troppi alibi, già troppe giustificazioni da chi, per i famosi 30 denari, si è venduto Cri­sto dicendosi suo discepolo.
Per ribadire quello che vi ho esposto sopra, questi gli interventi presenti nel nostro numero 4 si ALI un’antologia minima di poeti curata da Sebastiano Aglieco, una lucida riflessione sulla contempo­raneità e la figura dell’artista di Lucrezia De Domizio Durini, quattro “lettere aperte” di Manuel Cohen, Roberta Bertozzi, Lucianna Argentino e Sandro Montalto, una teorizzazione di Gianluca D’Andrea, poi GRM che parla dell’opera di Ilaria Ciardi e Gianmaria Giannetti (i disegni in b/n dei quali accompagnano le scritture qui presenti), un’intervista curata da Luciano Marucci al grande decano dell’arce italiana Gillo Dorfles, tre poesie di Daniele Serafini, quindi Paolo Landi che rende mito Anselm Kiefer (il sommo artista tedesco che ci onora, con la sua presenza, nelle otto pagine a colori), gli aforismi di Oswald Spengler (teorizzatore del “tramonto dell’Occidente”),’Roger Gil-bert-Lecomte presentato da Pasquale Di Palmo, di seguito Luca Ariano che ha ricordato Franco Scataglini, un saggio-traduzione di Pier Marco Turchetti su un Kafka ebraico-musulmano infine l’epico Aleksandr Galic tradotto da Paolo Galvagni. Buona lettura e al numero 5 di ALI.

 Vittorio Zanotta

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3 replies »

  1. A TE FORMIDABILE COMPLETEZZA CHE UN UOMO SI CONCEDE, IN TUTTI I TUOI VERSI DELL’AMOR AMATO. PER C. DE LUCA

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