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Paola Casulli, Di là dagli alberi e per stagioni ombrose

COLLANA CHIARA

 

Poesia italiana contemporanea

 

PAOLA CASULLI, Di là dagli alberi e per stagioni ombrose

 

Con una nota di Rossella Renzi

 

ISBN 978-88-96263-55-6

 

pp. 58, € 12,00

 

 

 

 

 

Con la pazienza della veglia, di un fiume che scorre lento, si procede in questo libro per sondare il tempo e lo spazio, dando fiato alla voce femminile che emerge senza indugio. Si procede attraverso la Tradizione, passando per Montale, Sereni e altri grandi del Novecento. La poesia di Paola Casulli trafigge la pagina, l’occhio, l’orecchio, il respiro, sa farlo con grazia, con agilità, ponendo molta cura nel passaggio tra luce e buio, tra terra e acqua, tra una stagione dell’anno e la successiva.

 

La parola si fa sinfonia, e proprio alla maniera di Vivaldi, interpreta nei quattro movimenti del libro il carattere stagionale, mettendo in versi un reale viaggio sensoriale e riflessivo, che avviene dentro e fuori dal corpo. Il verbo germoglia sulla variazione del tempo – tra il profumo di mele e la stanchezza della quercia –, assorbendone la temperatura, il suono, il volo d’uccelli variegati, la meraviglia di piante appartenenti a molte specie. Così, se gli stessi strumenti sembrano alternarsi in tutta l’opera, la varietà di nomi, gesti, riflessi di luce, rinnova il canto a ogni pagina, fino a renderlo sorpresa e mai scontato: nello scambio di orizzonti, nell’odore delle cose, nel gesto puntuale del contadino.

 

Tutto è teso a comporre il paesaggio – quello naturale e quello dell’anima – per varcare la soglia o restare, per trattenere ancora un momento il tempo dell’innocenza.

 

L’acqua, come fiume segreto, pioggia, grandine… accompagna sempre il canto, perché la voce passa, come “un rivolo sonoro / sugli acquitrini di pensieri.”

 

Lo scorrere calmo, del tempo e della meditazione, incontra un frangente nella poesia, uno schizzo rosso (papavero, tramonto, sangue), che lentamente si allarga. Qui sta la muliebrità di questa scrittura, che tutto incarna, che tutto fa vibrare. L’arte della Casulli agisce dolcemente, docilmente, come una “miniatura fluttuante”: si fa piccola, piccolissima cosa, nella grandezza incircoscritta. Sa accarezzare la pagina con la leggerezza della foglia che dolorosamente scolora, con la levità del volo di chi abbandona, con la forza dell’acqua che sopra a tutto passa e bagna, senza sosta o ripensamento.

 

Questo andare Di là dagli alberi e per stagioni ombrose ha la sua ragione, chiusa in un “pianto segreto”, il suo tempo infinito e ripetuto che si annida nell’”alone sottile dell’inespresso”. E si palesa, ancora una volta, in piacevolissima armonia: “come ambra sull’erba delle ore”.

 

 

 

Rossella Renzi

 

 

 

*

 

Scrivo certezze di luce

 

su brughiere in sosta dal vento.

 

 

 

Nel mutismo del mio pensare

 

lustro nuvole di peltro.

 

 

 

*

 

Nel cortile una colomba

 

schiva l’artiglio d’ombra

 

si arresta, ondeggia,

 

riparte nel suo volo

 

su questa Gerusalemme

 

di nubi.

 

 

 

Ricadono rovesciati

 

 

 

i papaveri

 

 

 

d’ingenuità si attardano

 

sulle pietre bianche.

 

Simulano lo scroscio di sangue

 

di spighe, fruscianti

 

 

 

prima della mietitura

 

 

 

un attimo prima della lotta.

 

 

 

]*

 

Il paese,

 

scampanando,

 

acceca valli assestate nella roccia.

 

 

 

Il pascolo lontano

 

corteggia l’erba del ritorno

 

ché tutto è già narrato.

 

 

 

Si arruffano le case nei campi

 

dividendo fremiti bui.

 

 

 

*

 

Per ciò che vale

 

considero bellezza

 

perdersi in spazi

 

concavi di mani.

 

 

 

Ridursi a miniature

 

del fluttuante

 

 

 

divenire piccole cose

 

nella grandezza incircoscritta

 

 

 

come ambra sull’erba delle ore.

 

 

 

*

 

Singolare il movimento del sole.

 

 

 

Dalla sua trincea di luce

 

compie il salto

 

che mi precipita nel buio

 

 

 

senza il mio bouquet

 

di stanze vuote.

 

 

 

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