joséagustín hayadelatorre sul sito di Parco Poesia

Passino, passino scritture, è arrivato il vostro tempo e l’arpeggio di violino e charango, in un territorio dove la lingua cambia ogni giorno. Io le accompagno, pronuncio lo stesso vocabolo, la differenza tra pirata e corsaro, per spargere trucioli nelle strade inzuppate e accogliere colui che scrive le sue lettere

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Nuno Júdice, La materia della poesia

“Di fatto, quando scrivo e cerco le parole che comporranno la poesia”, spiega Júdice in La notte della poesia, “ciò che realizzo è una sorta di traduzione di un testo astratto, immemore, di cui conosco il senso generale, e che devo trasporre in un’altra lingua, la mia”.

David Huerta, La strada bianca

Quella di David Huerta è una poesia dei quattro elementi, nutrita di terra e di fuoco e d’aria e d’acqua, profondamente radicata nella tradizione, intrisa di riferimenti alla letteratura e all’arte figurativa, eppure pervasa dall’ansia della ricerca. Nel processo della sua scrittura, il poeta sembra voler inspirare il reale, per espirarlo nel verso.

Coral Bracho, Quello spazio, quel giardino

Quello spazio, quel giardino, annuncia il titolo di questa raccolta poetica di Coral Bracho, che si configura piuttosto come una sola poesia di ampio respiro. E ci chiediamo dove voglia portarci la poetessa, dove si trovino esattamente quello spazio, quel giardino. Ben presto ci rendiamo conto che la poetessa intende condurci nel mondo della sua infanzia, aprircene le porte, invitandoci a entrare.